Su Anonimo Testi inediti

giugno 2006

Caro A.,

[…]Dei tuoi poemetti che nel frattempo ho letto, mi colpisce innanzitutto una crudezza di termini, una schiettezza troppo ostentata.
Prendi In fretta e furia… Non mi scandalizzano certe espressioni («ti farai chiavare», «godere con le tue dita») ma lo sguardo troppo esterno (e, sotto sotto, moralistico) che getti sulla condizione umana di una donna  che si degrada.  Se uno vede, che so, in una prostituta quello che ci vede la gente normale o si ferma alla superficie sentimentaloide («senza baci né carezze sul tuo viso,/ né occhi persi davvero dentro i tuoi») o usa lo stesso linguaggio generico della vita quotidiana senza   dargli un senso, uno scatto diverso da quello che già ha («Qualcuno da dimenticar subito dopo,/ dal quale potrai ottenere dei favori, / un lavoro, dei soldi, una carriera,/ o addirittura un po’ d’affari sporchi, /come socia ben ricompensata»),  non aggiunge nulla o poco a una realtà risaputa.
Mi colpisce poi il contrasto di un testo come questo di cui ti ho appena detto (o come Y buena suerte, chica…), dove ti fermi alla registrazione di impressioni, con altri testi dal  tono elegiaco-melanconico-disperato (come Quando il vento).

Mi sento di dirti perciò sinceramente che ci dovresti lavorare ancora, uscire dal linguaggio più “abituale” e forse per te “istintivo”. Il passaggio che deve avvenire dall’esperienza vissuta così come capita  al suo ripensamento, alla sua resa poetica è davvero complicato  e qui non mi pare ancora ben risolto. Né ti aiuta  – credo di poter aggiungere – la scorciatoia del parlare “schietto” ma abusato («Prigioniera/ d’UN BRANCO DI COGLIONI») o quella  che imbocchi (o hai imboccato in qualche fase della tua ricerca) del linguaggio “sperimental-futurista” che vedo presente in PHONOKRONOTOTEMMINOXTAURUSREX e che mi pare del tutto esterno al tuo vissuto di “proletario”, né la “mentalità” anti-letteraria a tutti i costi che colgo in certi toni polemici (ma sterili: i poteri anche editoriali non si vincono maledicendoli…).

Vorrei  perciò che c’intendessimo da subito e con la lealtà necessaria sulle possibilità di far incontrare la tua ricerca con quella che dovrebbe essere il laboratorio della moltitudine poetante.
[…] Spero che la schiettezza con cui ti scrivo, pur conoscendoti  da poco,  non freni la crescita di un confronto adulto e generoso tra noi.

Un  caro saluto
Ennio

Appendice: i testi di A. da me esaminati

1.

In fretta e furia…

In fretta e furia
ti farai chiavare. Stanca
di goder con le tue dita.
Se almeno questo ti concederai.

Ti darai così, forse a qualcuno,
senza baci né carezze sul tuo viso,
né occhi persi davvero dentro i tuoi.

Qualcuno da dimenticar subito dopo,
dal quale potrai ottenere dei favori,
un lavoro, dei soldi, una carriera,
o addirittura un po’ d’affari sporchi,
come socia ben ricompensata.

In fretta e furia
ti farai chiavare, ma non da me.
Troppo scoinvolgente ero per te…

[Milano, 21 aprile 1997]

2.

PHONOKRONOTOTEMMINOXTAURUSREX
(Faema mod. E61)

BZZZ DLINNN PSCCC
Rintrona nel neoencefalo
(un neo, nell’encefalo?
Neo enc’è falò)
Segnatempo laser – raggio
E caffespresso anidrico:
+ 3 minuti – 12 settimane
E 70 secondi, dolce grrrazie
BZZZ DLLL fermALT
Mancanti cinquemila anni luce
da scaffali copersonali
sotto sopra strutturali
Mega truffa megalattentato
dell’ivanilterribilmente
Assurdassordante pigolio
Del MINOXTAURUSREX
gracchiante dentro fuori
TEMPO $
DENORA ET LABORA,
TOVARISC, KAPU(t)T(o)!?!>>
BZZZ DLINNN PSCCC
Sexolibido (DLINNNboh?!)
PSCCC ammore burocritico
a scadenza canbialistica
BZZZpensiero DLINNNpensato
sotto molto spinto vuoto
DLINNN PSCCCnoia  accarezzata
A(li)bilmente custodita
su elettropiagnistallo – mangiatoia
e pantostato, pillolina
con DLINNNburro e Mallarmé
no, marmellé
DLINNNincontro tamburo – battente
fra martelli pneumatici
prezzolati dai soliti noti
BZZZistante iteologorroico
con retrocolpo di pungiglione
sennò el coffi el resta
troppo dolce o troppo amaro
Superserie di super – io
Noi voi über alles
E Alter – ego, cogita
che, ma alura, non sum?
DLINNN DLINNNflaz DLINNNflez
DLINNN inflazioni infezioni
Bucata barriera del tempo
tempo suonato
Bucata barriera del suono
suono attempato
BZZZ
BZZZ DLINNN
BZZZ DLINNN PSCCC
BZZZ DLINNN
PSCCC

[Milano, 1974]

3.

Quale sorriso…?

Quasi tutti lì
a chiederti un sorriso.

Un sole di cartapesta
senza lune.

Che nasconda l’universo
non che lo illumini…

[Milano, 1992]
Quando il vento

Quando il vento
chiude le porte
e sparge i rifiuti,
giù in strada…

Quando porta ricordi
degli anni migliori,
anche a te, che di solito
non siedi muto
sulla riva del passato…

Quando il vento
stride nevrotico,
fra le luci rade del sobborgo,
TERRA DI CONFINO – DORMITORIO
e tu
sei meno della siringa di plastica
lasciata cadere
da un altro che muore…

Quando il vento
ti scaglia raffiche
d’un ebete cielo di granito…
Allora, è tempo di migrare.
Anche il tuo corpo.

Per poi tornare, magari…

Fugge solo chi resta a rimirare
i vetri, che ha appena spaccato,
i doppi lavelli in acciaio,
le porte dipinte di fresco dei box,
le sfere di cristallo truccate.

[fra il 1981 e il 1985]

4.

S’attardano veloci
(alla figlia)

Fidati di chi,
veloce, s’attarda.

A sentire gli echi
dei gonfi silenzi
dei tuoi sinceri perché,
posati sulla tavola
che ha una vela per tovaglia.

Solo t’insegna
a fidarti di te stessa,
senza vanto a spenderti
all’ultimo respiro,
a disinnescare bombe cretine,
tue o di altri.

Non fidarti di chi,
lento, s’affretta.

[Milano, fra il 1974 e il 1981]

5.

Y buena suerte, chica…

Ahi, Carolina…,
splendido sorriso su bei fianchi.

Prigioniera
d’AVIDI PADRONI e di CLIENTI,
INDIFFERENTI e troppo FRETTOLOSI.
Volteggi fra i tavoli
con mille piatti fra le mani,
coloriti e saporiti come te.

Prigioniera
d’UN BRANCO DI COGLIONI.
Vieni da lontano,
…America del Sud?
Ah, dall’Argentina…

Io e il mio amico,
mangiando, te beviamo.

Hasta la vista y buena suerte, chica.
E portaci il conto, por favor,
splendido sorriso du bei fianchi.

(un ristorante, 8 settembre 1993)

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