Addetti alla cancellazione delle tracce: Guido Mazzoni

luperini su impotenza politica

SU “LA LETTERATURA E NOI” UN INTERESSANTE INTERVENTO DI ROMANO LUPERINI SU “STATI GENERALI” DI GUIDO MAZZONI E “STATO DI MINORITA'” DI DANIELE GIGLIOLI (http://www.laletteraturaenoi.it/…/365-impotenza-politica-e-…).
QUESTO IL COMMENTO (RIFERITO A MAZZONI) CHE HO LASCIATO:

ADDETTI ALLA CANCELLAZIONE DELLE TRACCE

Non leggerò il libro di Mazzoni. Mi è bastato leggere l’introduzione su “Le parole e le cose”. Lì ho lasciato questo breve commento:

@ Mazzoni

Introduzione onesta ma disarmante.
Cosa obiettare ad uno studioso che ti dice chiaro e tondo che parla « del tempo presente a partire da un’ambivalenza e da uno smarrimento», si dichiara non interessato a «prendere posizione» ma vuole « innanzitutto capire», vede « l’inefficacia delle categorie con le quali cerchiamo di interpretare il presente» ( che siano della «cultura di sinistra» o di «altre famiglie culturali e politiche, di sinistra o di destra»?
Una sola cosa (detta senza malignità): e se restare nell’ambivalenza e nello smarrimento, non prendere posizione *per capire* (ma quante volte si capisce proprio perché si prende posizione o si è costretti a prenderla dalle cose che ci investono?), disfarsi di tutte le categorie interpretative del passato (ma ‘ambivalenza’ e ‘smarrimento’ non « appartengono al passato» anch’esse?) fosse un assoggettamento a un Super-Io ancora più divorante di quelli all’ingrosso già nominati o nominabili?

E l’autore non si è degnato di rispondere, come accaduto in precedenti occasioni (una volta commentai sempre su quel sito un suo impegnativo scritto «I desideri e le masse. Una riflessione sul presente» con il medesimo risultato). Solo perché non faccio parte del circuito universitario? Non credo.
Ritengo invece che, oltre alla distanza generazionale (io sono del 1941)e alla distanza social-professionale, sia *la scelta di vita* (quella che Luperini chiama ” Western way of life”) crudamente politica che *obbligatoriamente* imponga di evitare il contatto con critiche che rimandano al passato respinto e a modi di pensare giudicati obsoleti o invecchiati.
E allora che senso ha che io vecchio mi documenti sulle “problematiche esistenziali e politiche di una generazione di intellettuali” più giovani (il caso di Giglioli è un po’ diverso l’ammetto…) quando diventa chiaro che si muovono in una direzione non solo opposta alla mia ma che ha liquidato le “mie” problematiche?

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in APPUNTI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...